Diabulimia

Diabulimia

 

--Clinica, informazione, prevenione e sostegno, per gli utenti Diabetici, Diabulimici, e per i loro familiari.--

-Diabulimia.

Quando una persona con diabete di tipo 1, non prende abbastanza insulina, il livello di glucosio nel sangue aumenta. La mancanza di insulina, porta alla mancata conversione del glucosio in glicogeno per l'energia. Questo glucosio, viene poi perso nelle urine, e le calorie che contiene non vengono utilizzate. Superato un certo limite, il corpo risponde alla mancanza di immissione di energia, con la combustione del grasso corporeo, esaurito il quale, passa alla massa muscolare, infine, al tessuto degli organi principali. Questo processo, crea sottoprodotti noti come chetoni, che sono acidi e pericolosi per il corpo. Quando vi è un certo livello di chetoni nel “sistema corpo”, si sviluppa Chetoacidosi diabetica (DKA). La DKA è sempre fatale se non viene trattata. "Diabulimia", è il termine comune, per indicare quando qualcuno con il diabete di tipo 1, utilizza questo processo per il controllo del peso. Mentre per alcuni, l’omissione dell'uso di insulina può essere intermittente, ci sono altri, che sono intrappolati in questo comportamento a lungo termine. La reiterata carenza insulinica, causa con l’andare del tempo, seri danni all’ organismo, come, retinopatia, nefropatia, ulcerazioni.

-Retinopatia- L'esposizione prolungata all'iperglicemia, determina una riduzione della permeabilità, e della resistenza alla pressione interna dei vasi presenti nella zona periferica della retina (deputata alla visione laterale), o dei vasi disposti a livello della macula (centro della retina adibita alla visione centrale). La situazione, diventa più grave quando, per sopperire al minore apporto di sangue dovuto alle modificazioni a livello dei vasi, si verifica una vera e propria proliferazione di nuovi vasi: retinopatia proliferante.

-Nefropatia- La funzione principale dei reni, è quella di depurare il sangue, dalle sostanze di scarto prodotte dal metabolismo cellulare, eliminandole attraverso l'urina. L'esposizione protratta ad alte concentrazioni di glucosio, comporta un aumento della porosità della parete dei glomeruli, con fuoriuscita di una quantità eccessiva di filtrato, e un ispessimento della loro parete, con cessazione del loro ruolo di filtro. La conseguenza della nefropatia, è l'accumulo di sostanze tossiche, quali urea, acido urico e azoto nel sangue (uricemia).Quando la concentrazione diventa pericolosa, occorre "lavare" il sangue mediante la dialisi. La nefropatia diabetica, può divenire cronica.

-Neuropatia- Il termine neuropatia,indica la degenerazione del sistema di conduzione degli impulsi nervosi, che dal cervello, giungono agli altri organi e alla periferia. Distinguiamo una neuropatia vegetativa, in cui le conseguenze principali, sono a carico degli apparati (apparato gastrointestinale, apparato genitale ed urinario, apparato cardiovascolare), e una neuropatia periferica, con ripercussioni sulla sensibilità tattile, termica e dolorifica. In entrambi i casi, le alterazioni derivano sia da problemi circolatori (minore apporto di sangue e di conseguenza di ossigeno), che da problemi metabolici (accumulo di sorbitolo nei nervi con richiamo di acqua e formazione di edema). (www.portalediabete.org)

-Diabete mellito.

L'Organizzazione mondiale della Sanità, definisce il Diabete Mellito, come: "un disordine metabolico ad eziologia multipla, caratterizzato da iperglicemia cronica, con alterazioni del metabolismo dei carboidrati, grassi e proteine, risultanti da difetti della secrezione insulinica, e dell'azione insulinica". La classificazione attuale del diabete mellito, risale al 1997, e prevede quattro tipologie in base alla causa della malattia: diabete mellito tipo 1, diabete mellito tipo 2, altri tipi specifici di diabete, e diabete mellito gestazionale. Fanno parte della classificazione, anche due classi cosiddette a rischio: ridotta tolleranza glucidica, e alterata glicemia a digiuno. Il diabete di tipo 1, è una malattia caratterizzata da una alterazione del metabolismo, caratterizzata dall’aumento patologico della glicemia,cioè della concentrazione dello zucchero nel sangue,secondaria alla carenza dell’insulina,ormone prodotto dalle isole pancreatiche. In Italia, sono oltre 500.000 le persone che ne sono affette, e, benché il diabete di tipo 1, possa insorgere a qualsiasi età, si tratta prevalentemente di una malattia che colpisce i bambini e gli adolescenti. L’ incidenza del diabete di tipo 1, è, per motivi ignoti, in costante aumento, risultando più che raddoppiata in Europa nel corso degli ultimi 30 anni. Non trascurabile, è inoltre, la progressiva anticipazione dell’età di comparsa, per cui i casi nei quali il diabete si manifesta prima dei 5 anni, rappresentano il 25% di tutti i casi di malattia. Il diabete di tipo 2, che rappresenta circa il 90 per cento di tutti i casi di diabete mellito, è caratterizzato dalla presenza di svariate forme di alterazione del metabolismo glucidico, con secrezione insulinica ridotta, normale, aumentata, con evidenza di insulino - resistenza di vario grado (significa in pratica che diminuisce la capacità dell'insulina, di svolgere le sue funzioni specifiche, soprattutto quella di far entrare il glucosio circolante nel sangue, all'interno delle cellule che lo utilizzano come fonte di energia). Tra i fattori di rischio per il diabete, ci sono sovrappeso e obesità, in costante aumento nella popolazione generale. In Sardegna, è una patologia ad altissima incidenza. Infatti, la nostra Regione, è quella che presenta il più alto numero di nuovi casi di diabete di tipo 1: (42 casi ogni 100.000 abitanti nella fascia di età 0-14 anni, contro i 6 ogni 100.000 abitanti del resto d'Italia). Si stima che in Sardegna, ci siano più di 50.000 persone affette da diabete, ma molte persone, non sanno di esserlo. (www.aslnuoro.it)

Contattami per saperne di più!

 

 

Copyright © 2014 Dr. Vittorio Catalano all Rights Reserved