Uditori di Voci

Sostegno Uditori di Voci

 

 

-Dedicato agli Uditori di Voci-

--Creazione di un servizio clinico, includente gruppi informativi e di sostegno, per gli utenti Uditori di voci, e per i loro familiari.--

-“Noi Viviamo in un mondo che non è né interno, né esterno, è immaginale” (J. Hillman)-

“La via aperta da Jung in questo territorio immaginale ha dischiuso una nuova visione della personalità, non più monocentrica ma policentrica. Grazie alle psicologie del profondo di Freud e di Jung, disponiamo di un più completo modello di noi stessi. Ora concepiamo la nostra natura psicologica come qualcosa di naturalmente suddiviso in parti e in fasi, come un composto di livelli storici antichi e più recenti, di varie zone e strati evolutivi, di molti complessi e persone archetipiche. Non siamo più esseri singoli, bensì composti da una molteplicità di parti: bambino malizioso, eroe o eroina, autorità vigilatrice, psicopatico, associale e cosi via. E avendo infine compreso che ciascuno di noi è normalmente un flusso di figure, non dobbiamo più sentirci minacciati dall’idea di personalità multipla. Io posso vedere visioni e udire voci, posso parlare con loro e sentirle parlare tra di loro senza per questo essere minimamente folle.” (James Hillman- Re-Visione della Psicologia, 1975)

"Mi riferisco anche alla discesa dello stesso Jung nel mondo infero(vividamente descritta nella sua autobiografia),dove egli incontrò una moltitudine di figure - dapprima un nano, poi il vecchio Elia, che benpresto si trasformò nel pagano Filemone, e la fanciulla cieca Salomè. Tutti questi personaggi egli li considerò con la stessa serietà che dedicava alle figure incontrate dai suoi pazienti, dipinse le loro forme nei suoi taccuini, parlò alle voci che gli parlavano, e mise per iscritto quello che esse dicevano. ne fece esperienza immaginale, e in questo modo l'apri alla visione interiore." (James Hillman- Re-Visione della Psicologia, 1975)

-Informazioni di base.

Alla fine degli anni 80, Pasty Hage, uditrice, e lo psichiatra Marius Romme, fondarono il primo movimento di uditori di voci in Olanda, descrivendo in un libro(“Accettare le voci”), questa esperienza. Oggi, quasi 30 anni dopo, esistono gruppi in tante nazioni, sparse in tutto il mondo.. Italia compresa. Nel seguente piccolo racconto, una veloce descrizione di questi eventi …

“… Pasty Hage, una donna sulla trentina, è in cura presso un servizio di salute mentale, con una diagnosi severa: schizofrenia. Nel testo che poco più tardi, sarebbe diventato un punto di riferimento per il movimento degli Uditori di voci, "Accettare le voci", Marius Romme, lo psichiatra che aveva in cura la signora Hage, ricostruisce l’antefatto che innescò la nascita e lo sviluppo del movimento degli Uditori di voci. La signora Hage, era da tempo perseguitata dalle voci che sentiva nella sua testa; voci che gli psicofarmaci non riuscivano a far tacere; voci che, in maniera sempre più insistente, si accompagnavano a pensieri suicidari. In questo scenario, decisamente tetro, emerge di li a poco una nota rassicurante. Pasty Hage, inizia a guardare alle voci da cui è abitata, come non aveva mai fatto in precedenza, riconoscendo in questa sua differenza, un modo di essere nel mondo che in passato era comune..” Queste voci, aggressive e minacciose, cessarono di costituire un problema, quando la signora Hage ebbe la ventura di imbattersi nel libro di Julian Jaynes , “L'origine della coscienza e il crollo della mente bicamerale(1976).” In questo poderoso volume, l'autore, afferma che ciò che oggi chiamiamo coscienza,sia un costrutto relativamente recente. Prima di allora, gli uomini orientavano il proprio agire guidati dalla voce degli dei, che udivano direttamente nella loro mente.Questo, era il modo naturale di prendere decisioni degli eroi dell'antica Grecia, cantati da Omero nell'Iliade. Le vestigia di questa mente primordiale - prosegue Jaynes - si possono rinvenire ancora oggi nelle persone, che, come Hage, odono le voci. Forte di questo sapere, Pasty Hage, ebbe l'opportunità di dare alla propria differenza un significato nobile: come gli eroi dell'antica Grecia, anche lei aveva il privilegio di udire la voce degli dei. La condivisione con altri pazienti di questo sapere, diede il via alla nascita del movimento degli Uditori di voci. Un movimento internazionale, che si contrappone con tenacia, alla medicalizzazione della differenza da cui sono abitati i suoi membri, al discorso egemone della psichiatria abiologica, per la quale le voci, sono il sintomo di un disturbo cerebrale devastante, che può essere affrontato, solo zittendo le voci con una massiccia terapia farmacologica.

-La diagnosi oggi.

Con il nuovo DSMV(il manuale diagnostico internazionale contenente la descrizione sintomatologica, su cui gli specialisti della salute mentale basano le diagnosi), le allucinazioni uditive, le cosiddette voci, non sono più indicate come il primo sintomo della schizofrenia in ambito diagnostico, e, in numerosi casi, neanche come sintomo di patologia. Sono ora considerate manifestazioni normalmente presenti, secondo i dati che la psichiatria accetta e fornisce, su un range di popolazione diagnosticata normale che va dall' 8 al 15%."

-L’enigma degli uditori non affetti da psicopatologie.

Altre culture, infatti, non esprimono affatto posizioni di condanna nei confronti degli uditori di voci: la storia delle religioni, mostra come, in altri contesti sociali, geografici o temporali, molteplici siano o siano stati i santi, i saggi e i veggenti, venerati o comunque rispettati, perché “uditori” della voce di dèi o angeli. Nella “teoria della mente bicamerale”, le vittime di allucinazioni uditive, sperimentano modalità percettive comuni fino all’era dell'antica Grecia, infatti, prima dello sviluppo del linguaggio scritto, la mentalità umana, sarebbe stata normalmente divisa in due parti, una decisionale chiamata dio, e una esecutiva chiamata uomo, nessuna delle due “cosciente”, nel senso odierno del termine, né totalmente consapevole dell’altra; la parte decisionale, situata nell’emisfero destro, comunicava alla parte esecutiva, impartendo precisi ordini sotto forma di allucinazioni uditive, non diverse, da quelle sperimentate dagli odierni uditori di voci, i quali riattiverebbero inconsapevolmente, il retaggio ereditato dalle arcaiche modalità di funzionamento bicamerale.

-I gruppi di “auto-mutuo aiuto” per uditori di voci.

La capacità degli uditori “sani”, di dialogare con le proprie voci, e la competenza dimostrata da alcuni di loro, nell’aiutare altri uditori più sofferenti, ha portato alla costituzione di gruppi di auto-mutuo aiuto (AMA), rivolti a chi è soggetto uditore di voci: si tratta di gruppi, condotti o meno da uno psicologo, in cui gli uditori si incontrano tra di loro, scambiandosi le loro esperienze, e cercando insieme, un modo per fronteggiare o accettare le voci. Tali gruppi, trovano il loro presupposto teorico, nelle opere di quegli autori che ritengono che le voci non siano un sintomo patognomonico di schizofrenia, ma una forma di messaggio circa la storia personale. Il segnale di uno o più problemi, che il soggetto non riesce a risolvere, un modello di reazione derivante dall’incapacità di affrontare problemi socio-emotivi;ma, soprattutto, le voci sono viste come la drammatica conseguenza di un accadimento traumatico, la reazione normale (come già voleva la psicoanalisi) ad un avvenimento abnorme. I gruppi AMA, consentono di spezzare l’isolamento e la solitudine che spesso imprigionano l’uditore, e lo aiutano a trovare un significato alle voci stesse. L’uditore può imparare ad accettare le voci, a rapportarsi ad esse utilizzando specifiche tecniche di fronteggiamento, a dialogare con loro, a selezionare solo quelle benevole, costruendo con esse una relazione sempre più positiva. Molti uditori, attraverso i gruppi, hanno potuto riprendere il controllo sulle proprie vite. Simili gruppi AMA sono molto diffusi in Europa, specialmente nel Regno Unito e in Olanda. La loro presenza in Italia, fino a pochissimi anni fa limitata a sporadici tentativi con alterne fortune, sta cominciando da poco a prendere piede, si segnala la presenza di almeno un gruppo in Umbria, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Sicilia. (negli ultimi 2 paragrafi Informazioni integrate dall’ articolo scientifico del collega che ringrazio per il bel lavoro, Andrea Napolitano: Psicologie delle allucinazioni uditive e degli uditori di voci).

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